Immagine artista
Serena Laborante
slabora
Età: 31
Genova
5/6/2014

Le opere

Come scrive Joyce in Dedalus, l’artista con il suo lavoro dovrebbe destare, oppure dovrebbe indurre, una stasi estetica, una compassione ideale o un terrore ideale, prodotta e infine dissolta dal cosiddetto ritmo della bellezza, ossia il legame invisibile che si crea tra l’opera d’arte e lo spettatore. Ispirandomi al pensiero di Joyce sull’estetica, dal mio lavoro emerge il desiderio di creare un forte legame sensibile ed intellegibile con lo spettatore.

La mia ricerca si focalizza sul tema della Memoria: come e dove immagazziniamo i ricordi, come selezioniamo emozioni e pensieri e come li conserviamo. Ho cominciato ad indagare su questo tema considerando il valore spirituale insito nelle ossa ed il loro fascino, perciò le ho elette custodi dei ricordi personali e storici. I ricordi si legano con il nostro tessuto osseo che forma lo scheletro e ci struttura come individui, nello stesso modo in cui le memorie collettive operano nella formazione della società.

Le mie opere sono narrazioni legate alle esperienze personali, alla memoria collettiva, alle tradizioni religiose e alle credenze popolari. Sono contenitori di vicende che gli spettatori non conoscono e che usano come schermi per rivisitare i loro ricordi personali. L’intento è quello di mettere in luce la memoria personale e di realizzare dei lavori che generino emozioni, mettano in circolo ricordi collettivi.

I materiali finora sperimentati sono tavole di legno, varie tipologie di carta, gesso e colle, bottiglie di vetro, tele e terra. Il disegno è un leit motiv indispensabile nella mia ricerca artistica, ma ora nella fase preliminare dei nuovi lavori risulta fondamentale l’utilizzo della fotografia per approfondire il tema della Memoria.